Abusi di Stato - Festini, sprechi e arroganza: i politici visti da chi li protegge. Durante il Governo Berlusconi Antonio Di Pietro replica alla risposta del ministro Elio Vito sull'interrogazione di Idv relativa all'uso delle scorte da parte del premier. "E' possibile- dice Di Pietro leggendo in aula alcune dichiarazioni di uomini assegnati alla sicurezza del presidente del consiglio- leggere che il premier, salutando gli uomini della sua sicurezza, dica: 'Beati voi che andate a casa a dormire, a me tocca andare a trombare?'". E che le scorte siano utilizzate per "accompagnare a casa" delle signorine? Di seguito lo sfogo di uno di questi uomini raccolto da Gabriella Colarusso quando il fenomeno degli abusi aveva raggiunto l'apice dell'arroganza.
di Gabriella Colarusso : www.lettera43. - 4.11.2010
Ore 22.30 di un normalissimo venerdì. «Speravo che il turno fosse finito, dopo dodici ore di lavoro e invece...». L'uomo a cui è stata assegnata l'auto blu ha appuntamento per una festa privata. Ad attenderlo «amiche e ragazze appariscenti». Perciò «tocca stargli dietro», racconta Fabio (nome di fantasia), da 15 anni agente della scorta di parlamentari, vip, personalità più e meno note. Voleva difendere i servitori dello Stato, Fabio, e invece si ritrova a fare la “scorta delle escort”, con politici di destra e di sinistra:
«Mi è capitato decine di volte. A fine giornata credi di doverli accompagnare a casa e invece ti chiedono di portarli nei posti più impensabili. In discoteche di Parma, Padova o Milano. In appartamenti privati alla periferia di Roma, negli hotel di lusso, dove ad attenderli spesso ci sono ragazze appariscenti. E tu resti ad aspettare fuori finché tutto è finito, al freddo, al caldo, con o senza cena, poco importa». Ma può persino andare peggio. Può accadere «che qualcuno», per esempio un ex ministro della prima Repubblica, politico ancora molto in voga, «amante delle discoteche, si faccia accompagnare in questi locali e ti “costringa” ad assistere a scene imbarazzanti», confida Fabio non senza mostrare il suo disgusto. Donne, donne giovani, effusioni.
Ma capita anche che ci si «ritrovi ad aspettare ore nel giardino di una casa sconosciuta mentre dentro il vip di turno si diverte». Perché a utilizzare uomini e mezzi dello Stato per i propri, privatissimi, interessi, non sono solo politici. Sono anche critici d'arte, esuberanti uomini televisivi, organizzatori di festival ed eventi. Per gli agenti, che siano showman o parlamentari poco importa, perché la storia è sempre la stessa: «Molti di loro neanche ti degnano di un saluto e poi ti chiedono di portargli, che so, le valigie. Ma noi non siamo portaborse, dobbiamo garantire la loro sicurezza, è un lavoro delicato. Il Governo taglia i fondi per le forze dell'ordine, non abbiamo i soldi per le uniformi, non ci pagano gli straordinari e poi ci tocca assistere in silenzio agli sprechi di questi signori. Per esempio, se due o tre parlamentari devono partire da Roma e raggiungere la stessa località, nello stesso giorno, credi che prendano lo stesso volo di Stato? Macché. Due, tre voli diversi, solo perché, magari, hanno appuntamenti in orari differenti della giornata. Per non parlare di barche, ristoranti a cinque stelle. Chi credi che paghi? Noi contribuenti».
Spesso poi professionisti
come Fabio sono impegnati in scorte quantomeno «discutibili», dice a Lettera43.it
Franco Maccari, segretario nazionale del Coisp, sindacato di polizia
indipendente, vicino comunque all'area del centrodestra…(……….)
Per non parlare
di quelli che la scorta ce l'hanno pure "post-mortem". «Non siamo
costretti solo ad accettare le scorte alle “escort”», spiega Maccari. «Ci sono
anche casi di personaggi morti la cui abitazione ha continuato a essere
sorvegliata per due anni dopo il decesso», o la sorveglianza a «cariatidi che
non sai neanche chi siano, magari membri di un sottocomitato, di una
sottocommissione, di un sottosegretariato...».
Insomma il ritratto desolante di un potere spendaccione, capriccioso e anche
arrogante.
«Sa cosa intasa i centralini delle Questure?», rivela il
segretario del Coisp, «le telefonate dei politici, quotidiane, costanti, che si
lamentano delle auto utilizzate per il servizio scorta! “Volevo l'Audi, non
voglio la Croma...”». Fino ad arrivare al paradosso «di (………) che si è
«comprato una Lancia Thesis, l'ha data in comodato d'uso al ministero che la
utilizza per la sua scorta. Lui dice di averlo fatto per dare un contributo
alle spese dello Stato. Ma non sarà che anche l'avvocato non gradiva una
“normale” auto blu?».