mercoledì 25 febbraio 2026

TRE RAGAZZI DEL SUD

In un vecchio cassetto dei ricordi è riapparso questo articolo che avevo scritto per la scomparsa improvvisa, uno dopo l’altro, di tre agenti. Erano stati assegnati a Fossombrone nel 1977 tra gli uomini di “rinforzo” al nascente supercarcere, appena usciti dalle Scuole di formazione. Tre ragazzi del Sud, che imparammo presto a conoscere ed apprezzarne il valore.



     Aldo Maturo

 
Si presentarono quella mattina in gruppo, poco più che ventenni, emozionati di trovarsi nella portineria del supercarcere di Fossombrone, in attesa di superare quei cancelli che già riempivano le pagine dei giornali, in quei lontani giorni tra un lungo inverno e i primi risvegli della primavera 1977.

         I ricordi sfumano su quei visi di ragazzi allineati in portineria nelle loro divise nuove, i bagagli ammucchiati in un angolo, ritti su una discutibile posizione di “attenti” che faceva venire in mente “Una sporca dozzina”, il famoso film di Robert Aldrich.

         Tra loro Pasquale Vitale, Raffaele Pagano e Raffaele Cangiano, tre ragazzi del sud catapultati a Fossombrone dopo un lungo viaggio, con uno zaino d’ordinanza ed un pieno di gioventù fatto di allegria e di voglia di vivere. Erano i “rinforzi” e con il Comandante sperammo tanto che il Ministero non si fosse sbagliato.

       

 

Ben presto invece imparammo a conoscerli quei “ragazzi”, ore e ore in Sezione o di sentinella, disponibili, generosi, affidabili. Sono cresciuti professionalmente tra i suoni della sirena d’allarme, notti interminabili e giorni fatti di paure e di tensioni.

    Quando arrivarono speravano che quell’avventura finisse presto per poter rientrare nella loro terra e tra i loro affetti lontani. Ma Fossombrone poco a poco li ha incantati, assorbendoli per sempre.     Tre ragazzi, tre uomini, un’amicizia consolidatasi sul lavoro e la scelta di tre ragazze del posto per creare famiglie felici.

    Ma un filo sottile ha legato il loro destino accomunandoli in una morte improvvisa che non sai giustificare e che ti segna per sempre. 

    Come per un appuntamento, se ne sono andati uno dopo l’altro quei tre ragazzi del sud, in silenzio come erano venuti, bruciando i tempi. Un brutto sogno, diventato realtà.



lunedì 19 gennaio 2026

LA SICUREZZA ANTINCENDIO NEI LOCALI IN ITALIA

 

Nelle discoteche le regole sono più severe che dentro bar e ristoranti


 

Tratto da:

https://www.ilpost.it/2026/01/05/regole-incendio-discoteche-crans-montana-italia/

 

(..................)

 

In Italia la sicurezza antincendio è disciplinata attraverso diverse fonti normative, tra cui un decreto del presidente della Repubblica del 2011, che elenca le attività soggette ai controlli preventivi (cioè che devono avvenire prima dell’apertura) dei vigili del fuoco. Tra queste ci sono anche le discoteche, che sono classificate come “locali di spettacolo” con capienza maggiore di cento persone, insieme a centri sportivi, palestre e alberghi di determinate dimensioni.

martedì 9 dicembre 2025

LA CAMERA DI CONSIGLIO

 Siamo nel 1987, nell’atto finale del Maxi processo di Palermo, il più grande processo penale della storia italiana. In questa occasione otto giurati, quattro donne e quattro uomini, vengono chiusi in una camera di consiglio per trentasei giorni. Il loro compito è quello di stabilire le condanne o le assoluzioni per ben 470 imputati. Ogni giorno nascono tensioni, dubbi, alleanze e rotture. Così, tra paure e scambi inaspettati, la camera di consiglio diventa il teatro di un confronto umano unico. La sentenza sancirà 346 condannati, 114 assolti, 19 ergastoli e pene detentive per un totale di 2665 anni di reclusione. 

 

Simone Emiliani

 

 

Dopo un anno e dieci mesi del Maxiprocesso per crimini di mafia che si è svolto a Palermo, dove per la prima volta lo Stato è riuscito a infliggere una condanna collettiva a Cosa Nostra, l'11 novembre 1987 la corte si riunisce in camera di consiglio. Otto giurati, blindati in un appartamento-bunker del carcere dell'Ucciardone, devono decidere condanne e assoluzione per oltre 460 imputati. 

 

lunedì 1 dicembre 2025

SARAJEVO, I SAFARI DELLA MORTE, PAGARE PER UCCIDERE

I riprovevoli safari della morte con i cecchini di Sarajevo. “Pum, una gamba. Pum, una spalla. Pum, un bambino: 100mila euro”. Prendevano la mira con i loro fucili col cannocchiale ad alta precisione e uccidevano i cittadini che erano andati a comprare qualche verdura e qualche frutto nella piazza del mercato. La gente cadeva a terra come pere cotte. Sparare ed uccidere esseri umani, come fossero trofei di caccia: la procura di Milano indaga su “turisti di guerra” italiani che, durante l’assedio di Sarajevo, avrebbero pagato per assassinare impunemente.

 

Alessandro Agostinellida Il Riformista
30 Novembre 2025 

 

 

Le parole vorrebbero descrivere azioni che non hanno modo di essere comprese. Si fatica a riconoscere di appartenere alla stessa specie, perché se l’umanità non è buona per natura (checché ne dicesse Rousseau) e se la violenza fa parte di noi, l’essere abietto che paga per andare a uccidere per gioco un altro essere umano non può far parte del consesso sociale. Caino uccide il fratello Abele per gelosia. Alessandro Magno uccide l’amico Clito per rabbia e ubriachezza. Perfino Himmler rispondeva a un’etica: quella oscena e terribile dello sterminio ebraico, un’industria di morte irricevibile. Eppure non era un gioco.

domenica 23 novembre 2025

LA PIZZA ROSSINI, A PESARO È “LA PIZZA”, NEL RESTO D’ITALIA UN ABOMINIO

 A Pesaro è la pizza per eccellenza ma nel resto d’Italia è un abominio. Con le uova sode e la maionese, esiste solo nella città marchigiana e nei suoi dintorni, dove è amata da decenni.


 

«Quando invito degli amici a casa per una pizza e mi accorgo di non avere la maionese e le uova, be’, è un bel guaio: devo inventarmi uno stratagemma, farmeli prestare o ritardare l’appuntamento per andare a comprare tutto l’occorrente al supermercato», dice Andrea Petreti, un ragazzo nato e cresciuto a Pesaro, nelle Marche. Una persona che ha poca familiarità con la cultura gastronomica pesarese potrebbe considerare queste premure blasfeme, o quantomeno eccentriche. Eppure, racconta Petreti, «a Pesaro la pizza si mangia soprattutto in questo modo: uova sode e maionese. A cena, per merenda, addirittura a colazione».

sabato 1 novembre 2025

I PIATTI TIPICI ITALIANI


Viaggio tra i piatti più caratteristici della cucina italiana

 

·       Piemonte-Agnolotti:

 

 

·       Valle D'Aosta - Fonduta:

 


·       Liguria- Trofie al pesto