La domanda che si fanno in tanti: ma perché non se ne tornano in Australia? I genitori avrebbero chiesto al governo australiano di intervenire per consentire il rimpatrio. In realtà rischierebbe gravi conseguenze penali e civili se dovessero portare i figli in Australia fino a quando non termina il procedimento in corso.
Intervista a Gabriella Di Fresco –
Avvocata esperta in diritto di famiglia
a cura di Maria Neve Iervolino, Fan Page
5.3.2026
Sembra acquisire sempre maggiore credibilità l'ipotesi che la famiglia che viveva nel bosco di Palmoli, in Abruzzo, chiuda la parentesi italiana tornando in Australia, luogo di origine di mamma Catherine Birmingham. L'ipotesi è stata avanzata proprio dalla donna, insieme al marito Nathan Trevallion, nel corso di una lunga intervista alla tv australiana. Come apprende Fanpage.it, la donna è in contatto con il consolato dall'inizio degli accertamenti richiesti dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila a seguito della sospensione della potestà genitoriale.
Portare i tre figli – una bimba di 8 anni e due gemelli di 6 – potrebbe avere gravi conseguenze sia sul piano civile che su quello penale, come spiega a Fanpage.it, Gabriella Di Fresco, avvocata esperta in diritto di famiglia.
Possono portare i figli fuori dall’Italia durante il procedimento in corso?
Non possono farlo. Attualmente i bambini sono collocati in comunità in forza di un provvedimento dell’autorità giudiziaria. La violazione di questo provvedimento potrebbe avere gravi conseguenza anche sul piano penale.










