lunedì 19 gennaio 2026

LA SICUREZZA ANTINCENDIO NEI LOCALI IN ITALIA

 

Nelle discoteche le regole sono più severe che dentro bar e ristoranti


 

Tratto da:

https://www.ilpost.it/2026/01/05/regole-incendio-discoteche-crans-montana-italia/

 

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In Italia la sicurezza antincendio è disciplinata attraverso diverse fonti normative, tra cui un decreto del presidente della Repubblica del 2011, che elenca le attività soggette ai controlli preventivi (cioè che devono avvenire prima dell’apertura) dei vigili del fuoco. Tra queste ci sono anche le discoteche, che sono classificate come “locali di spettacolo” con capienza maggiore di cento persone, insieme a centri sportivi, palestre e alberghi di determinate dimensioni.

Quando si vuole aprire un locale di questo tipo, spiega Corbella, il progetto deve essere approvato dai vigili del fuoco, che controllano per esempio la conformità dei materiali scelti, delle vie di fuga e la scelta degli impianti antincendio. Alla fine dei lavori un consulente antincendio (un tecnico esperto, spesso ingegnere o architetto), certifica che la costruzione o la ristrutturazione sia avvenuta come stabilito nel progetto, con un documento che si chiama SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) antincendio. A quel punto la SCIA viene inviata ai vigili del fuoco, che verificano la documentazione e fanno un sopralluogo nel locale.

I proprietari dei locali sono anche obbligati a predisporre un piano per prevenire gli incendi e gestire le emergenze all’interno delle loro strutture. Si chiama Gestione della sicurezza antincendio (GSA), e prevede, per esempio, la manutenzione degli impianti antincendio, la formazione del personale sulla sicurezza e la verifica periodica delle procedure di evacuazione.

Il datore di lavoro effettua ovviamente anche una valutazione del rischio, un documento che specifica – tra le altre cose – come prevenire la presenza di fonti di innesco, come fiamme libere, e come gestire la presenza di sostanze infiammabili. Non esistono divieti specifici per le candele pirotecniche, ovviamente, ma il loro uso andrebbe valutato e permesso solo all’interno di questa valutazione, cosa che spesso non avviene anche per mancanza di specifici controlli. I controlli sulla corretta applicazione della GSA sono infatti estremamente rari e i gestori sono perseguiti penalmente in caso di incidenti. La formazione del personale sulla sicurezza e sulle misure antincendio è comunque sempre obbligatoria nelle attività lavorative e anche questa viene verificata in caso di controllo.

Bar e ristoranti, invece, non fanno parte delle attività soggette a controllo preventivo dei vigili del fuoco. In questi luoghi, come in tutti i posti di lavoro, è obbligatoria solo una valutazione del rischio incendio, e solo in alcuni casi (nelle strutture con almeno 10 dipendenti o con capienza oltre le 50 persone) un piano di emergenza, cioè un documento che stabilisce le procedure da seguire durante eventi critici come terremoti, allagamenti e incendi. Entrambe le misure, però, sono previste a tutela del lavoratore, non nell’ottica della sicurezza del pubblico, e gli organi di vigilanza, come gli ispettori del lavoro, possono verificare che siano state predisposte. Non c’è quindi nessun controllo da parte di persone specializzate nella sicurezza antincendio, come vigili del fuoco e tecnici.

La mancanza di una sorveglianza preventiva su materiali, vie di fuga e sistemi antincendio di bar e ristoranti, secondo Corbella, è un problema. Soprattutto perché con una grossa affluenza di persone, questi locali possono trasformarsi in sale da ballo o discoteche, senza però rispettare gli stessi requisiti di sicurezza antincendio. È un aspetto su cui stanno indagando anche gli investigatori di Crans-Montana.