C’era da aspettarselo prima o poi in un carcere dove erano concentrati i più pericolosi criminali, assassini, rapinatori, rivoltosi, plurievasi e killer delle carceri. La loro presenza, unita ai più famosi capi ed esponenti delle Brigate Rosse, di Prima Linea, delle Unità Combattenti Comuniste, di Potere Operaio e di altre decine di sigle del terrorismo rosso, creava una miscela esplosiva che metteva a dura prova le capacità professionali di tutti noi. Non a caso diversi storici, analizzando successivamente quegli anni, li definiranno “clima da guerra civile”.
Aldo Maturo
Quella giornata del 7 ottobre 1980 rimarrà indelebile nella mia mente e fu quella che mi convinse che dovevo mettere la parola fine alla direzione del supercarcere di Fossombrone, anche perché da quasi un anno il Gen.dalla Chiesa – che mi aveva voluto a quella Direzione - aveva lasciato l’incarico di Coordinatore della Sicurezza degli Istituti di Prevenzione e Pena perché promosso e nominato Comandante della prestigiosa Divisione Pastrengo di Milano. Erano stati anni trascorsi in continua fibrillazione, iniziati con l’esperienza dell’evasione del 5 gennaio 1977 e svoltisi ininterrottamente tra rivolte, bombe, proteste, proclami, allarmi continui di attentati, omicidi e, quella mattina, per non farci mancare niente, con il sequestro di tre agenti dai risvolti imprevedibili.
