venerdì 27 giugno 2014

BICICLETTE ELETTRICHE : OCCHIO AI TRUCCHI

Aldo Maturo



Ci hanno rubato la nostra vecchia cara bici, icona dell’Italia del dopoguerra. Un telaio scrostato, due ruote, due pedali e via per le strade, felici di correre liberi nel vento.
Qualcuno tanti anni fa pensò che con un po’ di tecnologia si potesse evitare di pedalare. Ed allora vennero fuori le prime bici dotate di motorino a scoppio incastonato laggiù, tra il telaio e i pedali. Poche pedalate ritmate e il motorino a scoppio partiva con una autonomia pari alla benzina che c’era nel piccolo serbatoio. Non ebbero molta fortuna.
Nell’era dell’energia alternativa quel motorino è diventato

elettrico, 5 ore di ricarica in una presa della luce e via con 50-60 Km di autonomia.  Restavano però i pedali e con essi l’alibi di poter dimagrire.
E invece pare che anche grazie ai soliti cinesi alcune ditte hanno voluto imbarcarsi  anche in questa avventura:  la bici è stata clonata e sotto la bici si nasconde a volte un motociclo,  per raggirare le norme del nostro codice della strada.
Che confusione! E tutto per un meccanismo che aziona diversamente il motorino, che resta comunque elettrico, ma che ci fa passare di corsa da una norma all’altra del  Codice della Strada,un codice che non fa sconti e che porta conseguenze pesantissime se non si sa su che cosa esattamente si sta scorazzando.
PREMESSA
Per l’art.50 del codice della strada: “I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare".
BICICLETTA A PEDALATA ASSISTITA
“Pedalata assistita”. E’ questa la parola magica che mantiene la caratteristica di velocipede alla  cara bicicletta. Ha un motore elettrico (di potenza max di 250 w) che non sostituisce il lavoro delle gambe ma le aiuta solo a fare meno fatica (assiste appunto chi pedala). Il motorino ha quindi solo una funzione ausiliaria e non deve essere in funzione quando non si pedala. Il motore cioè aiuta a pedalare ma non sostituisce la pedalata, praticamente serve solo a ridurre lo sforzo di chi pedala. Un sensore rileva la forza che viene fornita da chi pedala e ordina al motore di aiutarlo. Se si smette di pedalare il motore si ferma e si ferma anche se il veicolo raggiunge i 25 Km/h. perché il ciclista ha buone gambe o perché si va in discesa. E’ possibile anche disattivare il motorino e andare solo a pedale come una semplice bici.
La bicicletta elettrica, per restare bicicletta, deve corrispondere ai requisiti della Direttiva Europea 2002/24/CE del 18.3.2002 adottata dal Ministero dei Trasporti con DM 31.1.2004.
BICICLETTA A MOTORE
Ha anch’essa un motorino elettrico che però funziona autonomamente ed indipendentemente dal fatto che si pedali o meno. Un vero e proprio acceleratore attiva il motore che funziona anche se non si pedala. Come potenza non deve rispettare il vincolo dei 250 w previsto per l’altro tipo di bici. Da notare che è considerata bicicletta a motore anche se il motore funziona sia come quello della bicicletta a pedalata assistita sia come motorino autonomo.
L’impiego di tali biciclette, se non si vuole rispettare le norme del codice della strada,è consentito  solo all'interno di aree private, come ad esempio aree interne a capannoni industriali, parchi e giardini privati, saloni fiera, ecc. Sono quindi escluse le vie di pubblico accesso e dove è prevista la normale circolazione stradale.
DIFFERENZE PER IL CODICE DELLA STRADA
Per guidare la bicicletta a pedalata assistita bisogna solo saperci andare ed aver voglia di pedalare, sia pur aiutati dal piccolo motorino elettrico. Per quella a motore, che funziona anche senza pedalare, serve il casco, l’assicurazione, la targa,il patentino, e il certificato di circolazione, al pari di uno scooterino, i famosi cinquantini che scorazzano su tutte le nostre strade.
AUTONOMIA
L'autonomia dipende da molti fattori quali:
▪       il percorso
▪       il peso
▪       la velocità
▪       a postura
▪       il tipo di asfalto
▪       lo stato della batteria e la sua carica residua
Solitamente i dati riguardanti l'autonomia si riferiscono a un percorso senza dislivelli, con un ciclista sui 70 kg di peso, una media di 20 km/h, in posizione eretta o leggermente inclinata in avanti e con un asfalto in buono o ottimo stato e poco ruvido. Le batterie si intendono cariche e in piena efficienza.

CONSEGUENZE LEGALI
Le sanzioni per chi guida una bicicletta a motore pensando di guidare una bicicletta elettrica possono essere:
a)    sequestro  con confisca del veicolo, per mancato possesso del certificato di circolazione (euro 131);
b)    sequestro con confisca del veicolo per mancata assicurazione (euro 716)
c)    fermo del veicolo per giorni 30, per mancanza di targa (sanzione euro 65)
d)    sequestro con confisca, perché senza casco (euro 68)
e)    fermo per giorni 60 se il conducente è minorenne senza patentino o maggiorenne senza patente (euro 516).
L’ANCMA (Associazione Nazionale Cicli Motocicli Accessori) ha ritenuto di dover richiedere al Governo il sequestro sul territorio nazionale di tali mezzi di locomozione perché i veicoli nei quali il motore può essere utilizzato anche al di fuori dell’esigenza di pedalare si configurerebbero ai fini di legge come veri e propri ciclomotori; sono pertanto – a suo avviso - da considerarsi fuori legge i veicoli muniti di dispositivi che consentano di escludere la necessità della pedalata. Io credo che non si possa parlare di fuorilegge, perché basta circolare rispettando le previsioni previste per i ciclomotori.
La CIVES (Commissione Italiana Veicoli Elettrici a Batterie, Ibridi e a Celle a Combustibile)  ha condiviso la posizione dell’ANCMA ma ha evidenziato che su diverse bici recenti sono presenti commutatori o manopole di regolazione (che non sono quindi da confondersi con "acceleratori" autonomi) che hanno il solo scopo di ridurre l’assorbimento dalla batteria quando l’ausilio del motore a regime elevato non è ritenuto necessario, aumentandone anche l’autonomia.
Occhio allora all’acquisto perché se si sbaglia o non ci si attrezza nel modo giusto una sana passeggiata ci può costare tanti soldini e tante responsabilità civili e penali. E ricordiamoci che i latini dicevano “stultum est dicere putebam”! E’ da stolti dire “ io credevo che…”