domenica 18 marzo 2012

UNA TORRE E UNA STORIA

1967 - Quattro giovani universitari di Telese affrontano, e vincono, una lotta impari per salvare la Torre e il terreno circostante da una devastante speculazione edilizia.


Torre del Vescovado - Telese Terme
11 giugno 2011
Aldo Maturo

Chi arriva a Telese Terme percorrendo la S.S.87, dopo aver superato il curvone “Marcarelli”, vede pochi metri dopo, a ridosso delle prime case a destra, un’ imponente Torre campanaria, ultima vestigia della vecchia cattedrale di Telese, distrutta presumibilmente durante il terribile terremoto che colpì la zona nel 1349.
Oggi la zona è preservata ed è giustamente tutelata archeologicamente ma forse è giusto ricordare che nel 1967 il terreno denominato “Vescovato”, dove sorge la Torre, stava per essere venduto ad una società privata napoletana – la Molisud – che avrebbe dovuto destinarlo a sede di una propria industria.

La notizia, trapelata fortunosamente dai corridoi del palazzo, suscitò l’ immediata reazione di quattro giovani universitari che si costituirono immediatamente in Comitato, iniziando quella che sembrava un’ impari battaglia a difesa della Torre e del circostante terreno detto del “vescovato”.
Resisi promotori, a loro spese, di una campagna di sensibilizzazione, coinvolsero con una meticolosa documentazione storiografica la cittadinanza, le Autorità provinciali nonché quelle regionali e nazionali, sia civili che ecclesiastiche.
Una ricerca, frutto di mesi di studio rubato al loro tempo libero, aveva consentito di accertare che la Torre era citata nel “Corpus iscriptionum latinarum” del Mommsen, anno 1883, nella “Storia di Telesia” di Jannacchino, ediz.1900, negli “Atti Pastorali” del Savino, anno 1596, nel “Dizionario Geografico del Regno di Napoli”, curato da L.Giustiniani, oltre che nella “Memoria storica della Città di Telese”, di G.F.Pacelli nel 1775.
Tutte le Autorità interessate furono destinatarie di un corposo memoriale corredato da servizi fotografici. La stampa fece da cassa di risonanza ed alcuni parlamentari, opportunamente coinvolti, appoggiarono l’iniziativa con interrogazioni a risposta scritta (vedi On.li Villani – Camera dei Deputati, 24.5.1967 – e On. le Guarra, 3.6.1967), mentre l’On. le Fiorentino Sullo, quale Presidente della Commissione della Presidenza del Consiglio e Affari Interni, intervenne presso il Ministro della Pubblica Istruzione. Il Ministro, condividendo le argomentazioni prospettate dal giovane Comitato telesino, richiamò l’attenzione del Soprintendente ai Monumenti di Napoli per attivare la procedura finalizzata ad emettere il provvedimento di salvaguardia della zona, ai sensi dell’art.21 della L.1.6.1939 n.1089. Grande fu la soddisfazione quando l’allora Presidente dell’Ente Provinciale del Turismo di Benevento, Avv.Teseo Rabuano, fece pervenire la seguente nota :
La Soprintendenza ai Monumenti della Campania, alla richiesta di parere sia da parte di questo E.P.T. che della locale Prefettura, ha espresso parere contrario alla cessione del suolo per l’insediamento industriale nella zona Vescovado del Comune di Telese. Essa ha precisato inoltre che il suolo di cui alla partic.11,foglio 7 (zona Vescovado) deve considerarsi parte essenziale della monumentale Torre di costruzione medioevale. Distinti saluti. Nello spazio di pochi più di sei mesi la campagna promozionale vide gratificati gli sforzi dei suoi disinteressati promotori (Aldo Maturo, Gabriele Fasano, Carlo Franco, Vincenzo Vallone jr.) e la Torre, con il terreno che la circonda, fu preservata da destinazioni anomale, in attesa di tempi migliori.

(da Fotogrammi di memoria, Aldo Maturo, Ediz.Nous 2013)