venerdì 19 ottobre 2012

I PENDOLARI DEL RUMORE




Aldo Maturo

Ho abitato al quadrivio per oltre 30 anni e non posso che solidarizzare con Carletto Franco e Alice Canelli di cui comprendo perfettamente l’esasperazione (http://www.vivitelese.it/2012/10/telese-una-situazione-insostenibile).
Abitare in una zona ad alto inquinamento acustico è molto penalizzante ed ancora oggi mi fanno pena gli abitanti del centro della città dove vivo, vittime designate del rumore di fiere,concerti e festival, per non parlare di quelli del lungo mare assordati tutta l’estate dalla musica live o hi-fi dei vari localini che brulicano di gente fino alle 3 o alle 4 di notte. Le proteste degli interessati riempiono le cronache locali, le autorità amministrative emettono ordinanze, i vigili intervengono a campione per tacitare i decibel, ma è una battaglia perduta.

sabato 13 ottobre 2012

QUEI DIECIMILA FIGLI DIVISI A META'

Il dramma per i bambini spesso non è tanto la separazione, che pure temono molto, quanto la necessità di soccorrere il genitore che crolla emotivamente e che nel suo crollo vorrebbe trascinarli con sé usando la loro assenza come arma contro l’ex coniuge





VERA SCHIAVAZZI, la Repubblica
12 Ottobre 2012


Il dramma di diecimila bambini italiani contesi nei tribunali ha ormai un nome, “sindrome da alienazione parentale”. E se è vero che quello di Padova è un caso limite è altrettanto vero che il problema è entrato sia nella giurisprudenza sia nello studio delle nuove patologie. Accade ogni volta che, dopo una separazione, il piccolo affidato a un genitore (statisticamente la madre) finisce col rifiutarsi di frequentare l’altro genitore, il quale si rivolge al Tribunale, innescando così un’escalation. Il rifiuto dei figli può spingersi all’estremo, alla “cancellazione” del genitore rimasto fuori casa, fino ad assumere la gravità definitiva di una perdita, un vero e proprio lutto.

N.I.C. DELLA POLIZIA PENITENZIARIA: UN NUCLEO DI ECCELLENZA


Viaggio alla scoperta del N.I.C., nucleo d'eccellenza. Compiti, caratteristiche, specialità e segreti degli uomini che compongono il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria.
Un' attività investigativa a tutto campo che ha portato il N.I.C a riscuotere successi e credibilità da parte dell'A.G. che di anno in anno affida al Nucleo una continua e crescente mole di lavoro.

Una trentina di uomini con il compito di investigare dove il crimine morde più forte: all’interno delle carceri. Da qui, dentro le mura di un penitenziario, nascono le indagini del NIC, il Nucleo Investigativo Centrale istituito con il decreto ministeriale del 14 giugno 2007. A tutti gli effetti un servizio di polizia giudiziaria che combatte i reati commessi in ambito penitenziario o direttamente collegati ad esso. Criminalità organizzata, terrorismo, crimini contro la Pubblica Amministrazione, abusi interni, sono i confini dentro i quali gli uomini del NIC muovono i loro passi. Tutte attività investigative svolte sempre alle dipendenze dell’Autorità Giudiziaria.

sabato 6 ottobre 2012

PENNA LIBERA TUTTI. GIORNALISMO IN CARCERE

 
Il debutto del nuovo giornale del carcere di Pesaro, in occasione del convegno «Penna Libera Tutti: giornalismo in carcere». Tra i relatori il direttore di Ristretti Orizzonti, Ornella Favero che ha ricevuto il Premio giornalistico Valerio Volpini. "Nel 1997 e nel 1998 Il Nuovo Amico – racconta Mazzoli, Direttore del giornale – pubblicava una pagina informativa dal carcere realizzata dai detenuti. In quel periodo il progetto era portato avanti dal Direttore della Casa Circondariale Aldo Maturo, ma l’iniziativa si interruppe con il suo pensionamento".
 

(DA BLOG DELLA GIUSTIZIA.IT - 6.10.2012)
Il carcere della nostra città – spiega  Roberto Mazzoli, caporedattore del settimanale interdiocesano Il Nuovo Amico e responsabile del nuovo progetto editoriale del carcere di Pesaro, Penna Libera Tutti –, nonostante i problemi di sovraffollamento comuni in tutt’Italia (320 detenuti contro i 147 previsti), negli ultimi anni si è fatto conoscere alla città per numerose attività didattiche ma sia i cittadini, sia i detenuti chiedevano do poter «accedere ad un’informazione corretta che raccontasse la realtà ristretta di Pesaro».

Dopo otto mesi di lavoro e l’aiuto di  esperti e professionisti «a cominciare proprio da Ristretti, sulle cui indicazioni abbiamo costruito e condiviso la linea editoriale», racconta , «abbiamo attivato un corso di giornalismo con vari colleghi anche di altre testate come Giorgio Guidelli de Il Resto del Carlino di Ancona e Gianni Rossetti direttore dell’Istituto di Formazione al giornalismo dell’Università di Urbino».

Insomma, siamo riusciti a restituire a Pesaro la pagina informativa dal carcere che non veniva più pubblicata da 14 anni. «Nel 1997 e nel 1998 Il Nuovo Amico – racconta Mazzoli – pubblicava una pagina informativa dal carcere realizzata dai detenuti. In quel periodo il progetto era portato avanti dal direttore della Casa circondariale Aldo Maturo». Ma l’iniziativa si interruppe con il suo pensionamento. 

I lettori hanno continuato a sollecitare il ritorno delle pagina sul carcere ma «accontentarli – spiega – non era facile per motivi economici e non solo». L’anno scorso però qualcosa si è sbloccato e sulla spinta propositiva di altri giornali delle carceri delle Marche (Ascoli Piceno, Ancona e Fossombrone) «ci siamo messi a studiare il nostro inserto». «In particolare – racconta Mazzoli – il trimestrale Fuori Riga del penitenziario di Montacuto di Ancona presentava caratteristiche che ben si adattavano alla nostra realtà: quattro pagine formato tabloid contenute nei tre giornali delle Diocesi di Ancona, Jesi e Senigallia. In pratica abbiamo adattato la loro preziosa esperienza alla realtà di Pesaro e su queste basi abbiamo fatto la proposta di collaborazione alla Casa Circondariale di Pesaro»
Chi c’è dietro a Penna Libera Tutti?
Ci sono anzitutto i detenuti, circa una decina di ragazzi motivati e scrupolosi. Hanno condiviso tutti gli spetti più importanti della realizzazione di queste pagine. Anche il nome della testata lo hanno scelto loro facendolo votare in un sondaggio aperto al pubblico esterno. Inizialmente la redazione era composta da circa 15 persone. Oggi sono circa in dieci perché alcuni nel frattempo sono stati trasferiti ma altri se ne stanno aggiungendo.
Come viene gestito il lavoro in redazione?
Dopo il corso di introduzione, il lavoro è passato direttamente alla penna dei detenuti. Ogni venerdì mi incontro con altri giornalisti de Il Nuovo Amico tra cui, Alvaro Coli, Francesco Rinaldi, Stefano Danti per la riunione settimanale. Durante la settimana i redattori sviluppano alcuni articoli che poi vengono discussi in maniera condivisa anche durante la settimana. Inizialmente ci incontravamo nel salone comune attiguo alla falegnameria. Poi la direzione ha riservato alla redazione una stanza attrezzata con due computer anche se al momento il lavoro di impaginazione viene eseguito esternamente, presso la sede de Il Nuovo Amico che da questa settimana inizierà a proporre Penna Libera Tutti anche in versione online e su Facebook.
Aspettative?
Sono tante ma forse la più sentita dai ragazzi è quella di riuscire ad entrare in dialogo con la città. Il nostro è un settimanale fortemente radicato su un territorio omogeneo come quello della provincia di Pesaro e Urbino e, ogni settimana, raggiungiamo le case di circa 5mila abbonati ed altre 2mila copie in edicola. Penna Libera Tutti vuole essere un ponte ogni mese tra chi sta dentro e chi vive fuori. Forse la sintesi migliore delle aspettative è condensata dalle parole del primo editoriale scritto da questi ragazzi: «Questo strumento sociale ci dà l’opportunità di raccontare la vita carceraria, portando riflessioni e sfatando quei luoghi comuni che non aiutano né voi né noi a comprendere questo mondo».


venerdì 5 ottobre 2012

LA STRAGE DI SANT'ANNA DI STAZZEMA


"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione". 

Piero Calamandrei

(ricostruzione dal sito ufficiale di Sant'Anna di Stazzema e dalla rete internet)

A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia.
 
All’alba  tre reparti di SS salirono a Sant’Anna. Un quarto chiuse ogni via di fuga a valle. Alle sette il paese era circondato, la popolazione in trappola: Sant’Anna era ormai destinata a rimanere una frazione senza più vita. I tedeschi ci erano arrivati grazie ai fascisti che ancora erano rimasti al fianco dei soldati del Reich. Gli uomini del paese fuggirono nei boschi per non farsi deportare. Rimasero gli anziani, le donne e i bambini. Erano inermi e erano sicuri che i nazisti non avrebbero avuto ragione per provocare quell’inferno che di lì a poco si sarebbe scatenato. 

martedì 2 ottobre 2012

ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

 
 (dal sito ufficiale della Presidenza della Repubblica)

Istituito con la Legge 3 marzo 1951, n. 178 (G.U. n. 73 del 30 marzo 1951), è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.".
Il Presidente della Repubblica è Capo dell'Ordine, retto da un Consiglio composto da un Cancelliere e sedici membri. L'Ordine è suddiviso nei seguenti gradi onorifici:



lunedì 1 ottobre 2012

L'ALTRA FACCIA DELLA CITTA'



Foto Resto del Carlino

 
Aldo Maturo

A.G. viveva fra i canneti che sul S.Bartolo nascondono i viottoli che traversano il colle, lì dove Villa Pavarotti domina il mare sferzata dai venti di tramontana. Più giù, dove il lussuoso parco della villa scivola verso l’anonimato della boscaglia invasa da un fitto canneto, c’era il giaciglio di A.G.

Per arrivarci bisognava bypassare all’esterno il cancello di Villa Pavarotti ed inerpicarsi carponi fra gli arbusti e le canne, che si aprivano e richiudevano al passaggio quasi a proteggere l’incauto visitatore. Poi dietro una macchia di fogliame appariva un telo, sbiaditamente azzurro, sostenuto da quattro canne, illusoriamente ancorato ai rami di sambuchi e robinie.



sabato 29 settembre 2012

EQUITALIA: RATEIZZARE LE TASSE

 


L'Agente della  riscossione, su  richiesta  del contribuente, può concedere la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino a un massimo di 72 rate mensili (6 anni) nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà. L’importo minimo di ogni rata è, salvo eccezioni, pari a 100 euro.
Recentemente sono state introdotte importanti novità in materia di rateazione, con la direttiva di Equitalia del 1° marzo 2012 e con il decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni dalla legge 44/2012.

La disciplina che regola la concessione del beneficio è sempre stata differenziata a seconda dell’importo del debito. Con direttiva del 1° marzo 2012 Equitalia ha innalzato da 5 mila a 20 mila euro la soglia d’importo per ottenere la rateazione automaticamente, senza la necessità dover allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica.