sabato 6 ottobre 2012

DIECI GIOVANI PENNE LIBERE

 
Il debutto del nuovo giornale del carcere di Pesaro, in occasione del convegno «Penna Libera Tutti: giornalismo in carcere». Tra i relatori il direttore di Ristretti Orizzonti, Ornella Favero che ha ricevuto il Premio giornalistico Valerio Volpini. "Nel 1997 e nel 1998 Il Nuovo Amico – racconta Mazzoli, Direttore del giornale – pubblicava una pagina informativa dal carcere realizzata dai detenuti. In quel periodo il progetto era portato avanti dal Direttore della Casa Circondariale Aldo Maturo, ma l’iniziativa si interruppe con il suo pensionamento".
 

(DA BLOG DELLA GIUSTIZIA.IT - 6.10.2012)
Il carcere della nostra città – spiega  Roberto Mazzoli, caporedattore del settimanale interdiocesano Il Nuovo Amico e responsabile del nuovo progetto editoriale del carcere di Pesaro, Penna Libera Tutti –, nonostante i problemi di sovraffollamento comuni in tutt’Italia (320 detenuti contro i 147 previsti), negli ultimi anni si è fatto conoscere alla città per numerose attività didattiche ma sia i cittadini, sia i detenuti chiedevano do poter «accedere ad un’informazione corretta che raccontasse la realtà ristretta di Pesaro».
Dopo otto mesi di lavoro e l’aiuto di  esperti e professionisti «a cominciare proprio da Ristretti, sulle cui indicazioni abbiamo costruito e condiviso la linea editoriale», racconta , «abbiamo attivato un corso di giornalismo con vari colleghi anche di altre testate come Giorgio Guidelli de Il Resto del Carlino di Ancona e Gianni Rossetti direttore dell’Istituto di Formazione al giornalismo dell’Università di Urbino».

Insomma, siamo riusciti a restituire a Pesaro la pagina informativa dal carcere che non veniva più pubblicata da 14 anni. «Nel 1997 e nel 1998 Il Nuovo Amico – racconta Mazzoli – pubblicava una pagina informativa dal carcere realizzata dai detenuti. In quel periodo il progetto era portato avanti dal direttore della Casa circondariale Aldo Maturo». Ma l’iniziativa si interruppe con il suo pensionamento. 

I lettori hanno continuato a sollecitare il ritorno delle pagina sul carcere ma «accontentarli – spiega – non era facile per motivi economici e non solo». L’anno scorso però qualcosa si è sbloccato e sulla spinta propositiva di altri giornali delle carceri delle Marche (Ascoli Piceno, Ancona e Fossombrone) «ci siamo messi a studiare il nostro inserto». «In particolare – racconta Mazzoli – il trimestrale Fuori Riga del penitenziario di Montacuto di Ancona presentava caratteristiche che ben si adattavano alla nostra realtà: quattro pagine formato tabloid contenute nei tre giornali delle Diocesi di Ancona, Jesi e Senigallia. In pratica abbiamo adattato la loro preziosa esperienza alla realtà di Pesaro e su queste basi abbiamo fatto la proposta di collaborazione alla Casa Circondariale di Pesaro»
Chi c’è dietro a Penna Libera Tutti?
Ci sono anzitutto i detenuti, circa una decina di ragazzi motivati e scrupolosi. Hanno condiviso tutti gli spetti più importanti della realizzazione di queste pagine. Anche il nome della testata lo hanno scelto loro facendolo votare in un sondaggio aperto al pubblico esterno. Inizialmente la redazione era composta da circa 15 persone. Oggi sono circa in dieci perché alcuni nel frattempo sono stati trasferiti ma altri se ne stanno aggiungendo.
Come viene gestito il lavoro in redazione?
Dopo il corso di introduzione, il lavoro è passato direttamente alla penna dei detenuti. Ogni venerdì mi incontro con altri giornalisti de Il Nuovo Amico tra cui, Alvaro Coli, Francesco Rinaldi, Stefano Danti per la riunione settimanale. Durante la settimana i redattori sviluppano alcuni articoli che poi vengono discussi in maniera condivisa anche durante la settimana. Inizialmente ci incontravamo nel salone comune attiguo alla falegnameria. Poi la direzione ha riservato alla redazione una stanza attrezzata con due computer anche se al momento il lavoro di impaginazione viene eseguito esternamente, presso la sede de Il Nuovo Amico che da questa settimana inizierà a proporre Penna Libera Tutti anche in versione online e su Facebook.
Aspettative?
Sono tante ma forse la più sentita dai ragazzi è quella di riuscire ad entrare in dialogo con la città. Il nostro è un settimanale fortemente radicato su un territorio omogeneo come quello della provincia di Pesaro e Urbino e, ogni settimana, raggiungiamo le case di circa 5mila abbonati ed altre 2mila copie in edicola. Penna Libera Tutti vuole essere un ponte ogni mese tra chi sta dentro e chi vive fuori. Forse la sintesi migliore delle aspettative è condensata dalle parole del primo editoriale scritto da questi ragazzi: «Questo strumento sociale ci dà l’opportunità di raccontare la vita carceraria, portando riflessioni e sfatando quei luoghi comuni che non aiutano né voi né noi a comprendere questo mondo».