giovedì 21 aprile 2016

GLI O.P.G. CHIUDONO, I REMS NON APRONO E I MALATI PSICHIATRICI RESTANO IN LIBERTA’


E’ una lista d’attesa di cui nessuno parla, quella delle persone con disturbi psichiatrici tali da farle ritenere "non imputabili" ma nel contempo "socialmente pericolose", per le quali la legge non ammette la custodia in carcere o i domiciliari in ospedale, ma "misure di sicurezza detentive" eseguibili unicamente nelle "Rems-Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza"



 
di Luigi Ferrarella - Corriere della Sera, 
20 aprile 2016



Le nuove strutture senza posti e accoglienza in crisi, pm in difficoltà. Regioni inadempienti sulle strutture sanitarie e liste d’attesa nelle poche Rems esistenti. A Milano altri quattro casi di "senza posto" in 15 giorni. La magistratura non sa più dove metterli perché non c’è più posto nel posto dove per legge dovrebbe metterli: altri quattro casi di "senza posto" in 15 giorni ad esempio a Milano, e già oggi se ne prepara un quinto, quello di un uomo non giudicabile per l’"incapacità di intendere e volere" un sequestro e un tentato omicidio e l’incendio a suo dire ordinatigli dai microchip nemici che sente nel cervello.



La lista di attesa



- È una lista d’attesa di cui nessuno parla, quella delle persone con disturbi psichiatrici tali da farle ritenere "non imputabili" ma nel contempo "socialmente pericolose", per le quali la legge non ammette la custodia in carcere o i domiciliari in ospedale, ma "misure di sicurezza detentive" eseguibili unicamente nelle "Rems-Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza": strutture sanitarie delle Regioni, che in base alle leggi del 2012 e 2014 devono in teoria sostituire i 6 vecchi Opg-Ospedali psichiatrici giudiziari (ex Ministero della Giustizia) chiusi il 31 marzo 2015 dopo 2 proroghe. In teoria: perché, invece, in pratica spesso le Rems, disattendendo l’ordine dei pm, non accolgono le persone inviate in misura di sicurezza provvisoria, ma adducono di non avere più disponibilità (come Castiglione delle Stiviere che dichiara di aver già in carico 220 pazienti contro 160 posti teorici), e indicano a distanza di settimane la data alla quale ipotizzano di poter forse "programmare" un posto libero (tipo il 10 maggio per misure di metà aprile).



In 98 nello strano limbo



-     Puntuale parte ogni volta un vorticoso carteggio tra Procure-Rems-Ministeri-Regioni, ciascuno in cerca del pezzo di carta che formalmente lo esenti da responsabilità. E intanto, nell’attesa del posto Rems, restano nel limbo della libertà queste persone non processabili di solito per lesioni, maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale o tentati omicidi, valutate pericolose dagli psichiatri negli atti, spesso dipendenti da droghe o alcol, prive di famiglia e lavoro e casa che possano contenerne la patologia psichiatrica, e del tutto indisponibili ad accettare di sottoporsi a cure: un limbo nel quale al 31 dicembre 2015 permanevano almeno 98 persone. Alle quali sommare la cifra invece oscura dei non imputabili che, trovandosi in carcere quando sono nel contempo scarcerati e sottoposti a misura di sicurezza in Rems, ma non venendo poi presi in carico dalle Rems prive di posto, nell’attesa restano in carcere senza titolo (70 casi la stima l’anno scorso in Italia, l’ultimo nell’infermeria di San Vittore da 8 giorni).



La Rems più virtuosa: Castiglione delle Stiviere –



Sugli psichiatri delle Rems, sui magistrati e sugli operatori penitenziari si scaricano così tutte le incongruenze di una legge in sé saggia, ma dissennatamente fatta entrare in vigore prima che le inadempienti Regioni mettessero mano alle strutture e risorse per attuarla. Se infatti è stato sacrosanto porre fine all’esperienza talvolta disumana di alcuni Opg, era già chiaro che la loro chiusura avrebbe avuto senso solo se simultaneamente accompagnata dall’apertura da parte delle Regioni di un numero adeguato di Rems. Molte Regioni invece non le hanno aperte, altre hanno sottodimensionato i posti, tanto che il governo nell’ottobre 2015 ne ha diffidate parecchie. Se il sistema non è scoppiato subito nel 2015 è solo perché la Rems più all’avanguardia sotto il profilo terapeutico, cioè l’ex Opg mantovano di Castiglione delle Stiviere con 300 operatori, è diventata l’ammortizzatore di tutti i pazienti convogliati lì dal Dap (Giustizia) a causa dell’assenza di Rems nelle loro Regioni di provenienza.



Omissione d’ufficio



-     Ma arrivata a un livello di presenze (315) ingestibili e incompatibili con la qualità della terapia da fornire ai pazienti, la Rems di Castiglione (che oggi cura da sola quasi la metà dei 455 ospiti di tutte le poche Rems italiane al costo medio di 40.000 euro annuo per paziente) d’intesa con la Regione Lombardia ha iniziato a opporre liste d’attesa ai pm che bussano per eseguire misure di sicurezza. E ogni volta parte così una "guerra tra poveri", di cui si comincia a cogliere l’eco in un provvedimento ieri della Procura di Milano che, nel prendere atto dell’indisponibilità della Rems, aggiunge l’inciso "fatta salva l’individuazione di condotte penalmente rilevanti nel rifiuto", e sembra così non escludere in futuro l’eventuale reato di omissione d’atto d’ufficio.



Tutti fanno finta di niente



- Gli psichiatri delle Rems tendono peraltro a ritenere inappropriate per eccesso le misure di sicurezza disposte dai giudici nelle Rems, e tendono a suggerire ai pm soluzioni temporanee alternative, come ricoveri in reparti ospedalieri o servizi psichiatrici territoriali di diagnosi e cura: soluzioni però o giuridicamente impercorribili o tempisticamente improponibili per pm alle prese con persone che in ogni momento potrebbero far male a chi hanno a fianco. Tutti fanno finta di niente, eppure tutti lo sanno.

Anche l’"Organismo di coordinamento del processo di superamento dell’Opg" presieduto presso il ministero della Salute dal sottosegretario Vito De Filippo. E anche il Parlamento, informato il 22 gennaio 2016 dalla Relazione dei ministeri della Salute e della Giustizia: "A causa dell’indisponibilità di posti letto nelle Rems attive sul territorio nazionale, non hanno potuto trovare posto nelle Rems neanche tutte le persone che erano in stato di libertà quando i magistrati hanno disposto misure di sicurezza detentive".