Sette giorni “in prigione” per capire il senso della pena. L’esempio arriva da Parigi.
Quanti francesi credono che, sotto sotto, in prigione non si stia così male e che la vita di un detenuto in fondo sia migliore di quella di un disoccupato?
Aldo Maturo - Informazioni, rassegna, articoli, opinioni, racconti, foto, echi di memoria
Sette giorni “in prigione” per capire il senso della pena. L’esempio arriva da Parigi.
Quanti francesi credono che, sotto sotto, in prigione non si stia così male e che la vita di un detenuto in fondo sia migliore di quella di un disoccupato?
Il CED (Centro Elaborazione Dati) della polizia conserva per 20 anni anche le sentenze di archiviazione e di assoluzione. Tutto era iniziato con il ricorso di un professionista che aveva scoperto essere ancora presente il suo nominativo nel CED della Polizia per un procedimento penale in cui era stato imputato ma da cui era uscito "pulito".
Avv. Aldo Maturo per
https://www.studiocataldi.it/articoli/31723-la-giustizia-ha-la-memoria-lunga.asp
La giustizia è lenta ma ha la memoria lunga.
Se per un qualunque motivo si entra nel circuito dei palazzi di giustizia per un'indagine penale, non serve uscirne con sentenza di assoluzione o di archiviazione dopo aver pendolato per anni da una udienza all'altra. Tutti i dati e le informazioni della persona sottoposta ad indagini penali resteranno nella banca dati delle forze di polizia per almeno 20 anni.
La nuova disciplina dei cognomi dei figli e le conseguenze sui bambini del terzo millennio. Il bambino potrà avere il cognome del padre o quello della madre o di entrambi i genitori. Se il papà e la mamma non sono d'accordo il bambino avrà il cognome di tutti e due i genitori, in ordine alfabetico.
Avv. Aldo Maturo, per
https://www.studiocataldi.it/articoli/22343-figli-i-doppi-cognomi-del-terzo-millennio.asp
E' un colpo duro per tutti quei padri che hanno sempre aspirato ad avere il figlio maschio per assicurare, di generazione in generazione, il reiterarsi del proprio cognome e, con esso, delle discendenze familiari.
Contestazione scritta dell’avvocato: qual è la parcella richiesta dagli studi legali per una raccomandata.
Far scrivere una lettera di diffida dal proprio avvocato può avere un costo assai variabile. Tutto dipende dalla complessità dell’incarico, dallo studio che richiede la pratica, ma soprattutto dal valore della controversia.
Già, hai capito bene: dal valore. In pratica, tanto più è alta la posta in gioco, tanto più l’avvocato si pagherà. Questo perché il professionista può parametrare il suo compenso all’utile che tu conseguirai dal suo intervento.
Non è passato un solo giorno, un giorno solo, senza che qualcuno non sia stato ammazzato, ferito, gambizzato, sprangato, accoltellato, sparato o rapito. Senza che un’auto, un locale o un posto non sia stato devastato, bruciato o distrutto. Nel solo 1969 ci sono stati 145 attentati. Nel 1979 in Italia operavano 269 sigle armate terroristiche.
Si chiama arte di dimenticare e in filosofia ha origini molto indietro nel tempo, fino all’antica Grecia. In psicologia ha un nome meno poetico, “rimozione”, ma significa più o meno la stessa cosa. E’ la tendenza, la capacità, di fare a meno dei ricordi brutti, di dimenticarli, come se non fossero mai accaduti. Tenersi soltanto le cose belle, i sogni, e buttare via gli incubi.
E’ quello che deve essere successo alla società italiana dopo gli anni ’70 e i primi anni ’80. Che sono stati anni straordinari, creativi e positivi per tantissimi aspetti, ma che per altri, invece, sono stati un vero e proprio incubo.
Invecchiare è un processo inevitabile, non lo è sentirsi vecchi (Kabir Bedi). Le rughe non sono solo il segno degli anni, delle lotte, del dolore, ma ti ricordano tutti i sorrisi che hai elargito, le risate, le esplosioni di gioia e di meraviglia.
La paura di invecchiare è
una delle più comuni.
Oggi vi spieghiamo perché dovreste “abbracciare” il processo di
invecchiamento piuttosto che temerlo.
È un timore dietro il quale si nascondono ansie diverse e quindi può rivelarsi utile comprendere cosa realmente ti spaventa.
Breve guida ai simboli colorati di medaglie e decorazioni che si vedono sulle uniformi dell'esercito, e in particolare su quella del generale Figliuolo. Sono i simboli delle decorazioni militari e delle medaglie di cui si è insigniti e che decorano e distinguono le uniformi militari italiane. L’uso dei nastrini sulle uniformi è obbligatorio, a meno che non si tratti di uniformi da combattimento, caso in cui le decorazioni rischierebbero di consentire più facilmente alle forze avversarie di identificare le persone di rango più elevato.
IL POST 15 MARZO 2021
(omissis) Sull’uniforme del generale Figliuolo il nastrino più facilmente riconoscibile e individuabile è quello posto in cima, prima degli altri (in alto a destra dal punto di vista dell’osservatore). Attesta la decorazione di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia. In Italia quelle concesse da quest’Ordine – le altre sono Cavaliere di Gran Croce, Grande Ufficiale, Commendatore e Ufficiale – hanno sempre la precedenza su tutte le altre. Seguono poi i nastrini delle medaglie al Valor Militare e quelle d’oro, argento e bronzo al valore delle diverse forze armate (Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri, più il Corpo della Guardia di Finanza) e al valore civile.
Mamma e papà accompagnavano Martino, il figlio, tutti gli anni in treno dalla nonna per l'estate e poi tornavano a casa con lo stesso treno l'indomani.
Il ragazzo, quando cresciuto, disse ai suoi genitori:
- Sono già grande, cosa dite se quest'anno provo ad andare dalla nonna da solo?
Dopo un breve dibattito, i genitori furono d'accordo. Eccoli in piedi sul marciapiede della stazione, salutando, dando l'ultimo consiglio dal finestrino, mentre Martino continua a ripetere:
- Sì, lo so, lo so, l'avete già detto cento volte!
Il treno sta per partire e il padre:
- Figlio, se improvvisamente ti senti male o sei spaventato, questo è per te! - e mette qualcosa nella tasca del ragazzo.