Vittorio Sgarbi
“Esiste una soglia, superata la quale, la vita smette di essere un'addizione di sogni e diventa una matematica sottrazione di giorni. A 82 anni, la clessidra non mente: la sabbia rimasta è molta meno di quella già caduta.
Non è pessimismo, è lucidità ferina.
Mentre il mondo si riempie la bocca con l'invito a "godersi il presente", chi osserva il traguardo da vicino sa che non si può ignorare il binario morto verso cui corre il treno.
Non è più il tempo dei grandi progetti, ma quello in cui si impara ad abitare la perdita. Ogni tramonto non è un dono, ma un pezzo di strada che si accorcia verso quel muro d'ombra finale.
La vera solitudine non è restare soli, ma l'impossibilità di essere ascoltati davvero. Chi ti circonda minimizza, sorride per cortesia, sposta lo sguardo. Non accettano la visione di chi vede l'inverno arrivare e non ha nessuna intenzione di accoglierlo con rassegnazione.
Si resta soli con questo peso, in un tunnel dove la luce alle spalle sbiadisce e quella davanti è solo un'incognita oscura. È il privilegio e la condanna di chi guarda la realtà senza filtri.”
