lunedì 10 agosto 2026

IL BALCONE

 Prima del comizio c’era l’attesa, fatta di almeno un quarto d’ora, riempita con le colonne sonore che avevano segnato la storia del partito. Biancofiore per la Democrazia Cristiana, l’Internazionale per PCI e dintorni (PSI, PSDI e PSIUP),le marcette militari per il MSI. Papaveri e Papere aveva un successo personale e ce la si poteva aspettare da qualunque balcone, perché era musica di intrattenimento apartitica.


6.10.2011 Aldo Maturo

 

 

La campagna elettorale accendeva gli animi, animava i bar, rappresentava l’appuntamento del massimo risveglio per un paese che nei mesi primaverili o autunnali era solito sonnecchiare. Le elezioni amministrative erano più seguite delle politiche perché si assisteva alle discese in campo più imprevedibili. Accanto ai capi, ci si poteva trovare l’amico, il vicino di casa, l’outsider, il compromesso, il corrotto, il politicante, la banderuola, il porta voti, l’aspirante a un posto di vice aiuto bidello, il grande elettore col pacchetto di voti in offerta, il manovratore occulto, l’esperto nell’arte del galleggiare con due salvagenti. A fermarsi in tempo, nel setaccio poteva restare anche qualche purista disinteressato e qualche attivista convinto.