mercoledì 20 novembre 2019

SCUDO PENALE, COS'E' E A COSA SERVE


Le conseguenze dell’inquinamento possono protrarsi a lungo, sono difficilmente prevedibili e in genere si manifestano dopo un significativo numero di anni, cosa che rende lo scudo penale dei vertici aziendali il solo modo per tutelarsi dalla responsabilità per reati a loro non imputabili.Ma che cos'è lo scudo penale?

 
In questi giorni si sente molto parlare di immunità penale o di scudo penale riguardo all’ex Ilva, lo stabilimento di Taranto produttore di acciaio acquisito dal colosso ArcelorMittal. Ma di cosa si tratta esattamente? Cerchiamo di fare chiarezza.
La questione dell’immunità penale riguarda la responsabilità dei manager aziendali e prevede la protezione legale dalla commissione di eventuali reati, per questo di parla di “scudo penale”.
 
Nel caso dell’ex Ilva, la concessione dell’immunità penale ai manager si vide come una scelta obbligata per evitare che i commissari presenti e gli acquirenti futuri avessero ripercussioni penali per fatti verificatisi molti anni prima e dei quali sono estranei.

Infatti il problema principale dell’impianto di Taranto è l’inquinamento e, come noto, l’impatto ambientale può manifestarsi anche molti anni dopo la messa in atto di pratiche commerciali e aziendali scorrette, con danni che andrebbero a ricadere su chi gestisce l’impianto in quel momento, anche se non ha posto in essere la condotta contraria ai piani ambientali.
L’esclusione dell’immunità penale sembra ormai definitiva, come l’addio di ArcelorMittal che ha depositato l’atto di citazione per il recesso anticipato presso gli uffici del Tribunale di Milano.
Cerchiamo di capire come si articola la questione e quale evoluzione ha avuto negli anni.

IMMUNITÀ PENALE ILVA, CHE SIGNIFICA E PERCHÉ HA CAUSATO IL RITIRO DI ARCELORMITTAL

Secondo il colosso che ha acquisito lo stabilimento di produzione di Taranto, il mancato riconoscimento dello scudo penale, insieme ad altre questioni di incertezza giuridica, sono alla base del ritiro dallo stabilimento. Ma i veri motivi potrebbero essere altri.

Oggetto della contesa è lo scudo penale concesso ai manager per le violazioni delle norme ambientali commesse dallo stabilimento nel corso degli anni, i cui effetti continuano a manifestarsi.
L’immunità penale all’Ilva era stata concessa nel 2015, quando l’impianto era sotto amministrazione straordinaria. Questa previsione serviva a tutelare dalle eventuali conseguenze penali sia i commissari gestori dell’epoca sia quelli futuri per fatti legati all’inquinamento ambientale di molti anni prima, ma che producevano ancora effetti.
Difatti le conseguenze dell’inquinamento possono protrarsi a lungo, sono difficilmente prevedibili e in genere si manifestano dopo un significativo numero di anni, cosa che rende lo scudo penale dei vertici aziendali il solo modo per tutelarsi dalla responsabilità per reati a loro non imputabili.

Nonostante ciò, lo scudo penale per l’Ilva è stato abolito nel 2019 come effetto del Decreto Crescita voluto dal Governo di coalizione giallo-verde. Si trattava infatti di un privilegio ingiustificato non previsto per le altre realtà aziendali. Per questo il Movimento 5 Stelle - allora al Governo insieme alla Lega - aveva eliminato l’immunità, cosa che scatenò l’ira di ArcelorMittal, che aveva comprato l‘ex Ilva con un diverso quadro giuridico.
La minaccia di lasciare l’impianto aveva costretto il Governo a tornare sulla questione e a concedere, anche se in maniera ridotta rispetto al disegno originale, l’immunità penale presente al momento dell’acquisizione.
Ma la questione non era affatto conclusa.
A questo punto la reazione del colosso è stata dura e immediata: niente Ilva senza scudo penale e quindi protezione da eventuali processi. Allo stato dei fatti non sembrano esserci margini di ripensamento.

Isabella Policarpio 13 Novembre 2019 -