sabato 3 ottobre 2015

BALLANDO SOTTO LE STELLE





Vecchia Pista da ballo - Terme di Telese
 Aldo Maturo - 3 aprile 2011



E in principio c’era solo lei nelle terme, la pista da ballo di fronte al bar in cemento e pietra viva, col suo arredo avveniristico volutamente asimmetrico, dalle mura al bancone, dagli sgabelli alle sedie. La pista si offriva agli appassionati sotto gli alberi, contornata da grossi sassi che la separavano dal ghiaino, con il pavimento in gres illuminato da decine di lampioncini testimoni di emozioni e incontri romantici.



 Su un lato minore, verso l’ “Imbottigliamento”, si ergeva il palchetto dove dal giovedì alla domenica si alternavano i più noti complessi musicali della regione. Per anni quel palco è stato il regno incontrastato di “Italo Cammarota”, “Carlo Settesoldi”, “Gigi Giuliano” e tanti altri. A quei microfoni, cuore pulsante e sonoro della stagione termale, si coronavano le serate finali di Gare, Premi e manifestazioni estive. Ai bordi di quelle tavole di legno sedevano immancabilmente bambini irrequieti che all’improvviso scattavano per rincorrersi sulla pista tra le coppie di ogni età.


 Tutto intorno i tavolini instabili e le sedie in formica variopinta, punto di ritrovo di gente in vista o di bagnanti possidenti con belle famiglie e belle figliole. I ragazzi sapevano che quei tavoli la sera erano destinati a questa clientela selezionata con consumazione obbligatoria ed allora stavano in piedi nelle retrovie o facevano “il giro” della pista, cullati dalla fantasia e dalle note di canzoni rimaste nella storia. 

Si chiacchierava con gli occhi puntati ai tavolini per scoprire nuovi arrivi o valutare se era possibile azzardare un invito a ballare a qualche ragazza senza rischiare un fallimento sotto gli occhi di tutti. Era uno studio psicologico non solo sulla prescelta ma anche sulle caratteristiche personologiche dei suoi accompagnatori per immaginarne probabili interventi ostativi. 

L’esame veniva condiviso con gli amici o l’amico della serata e poi o si rinviava il progetto a un probabile incontro in piscina o si partiva emozionati verso l’incognito, zigzagando tra i tavolini fino alla meta, col cuore che pulsava augurandosi un “si” anche per non bruciarsi l’estate agli occhi degli amici beffardi che da lontano scommettevano sul risultato.




Nuova Pista da ballo - anni '60 - Terme di Telese
Poi venne lei, la seconda pista, in dislivello rispetto alla prima, strategicamente illuminata solo da neon colorati incassati nella bordura in cemento. 

Era la pista per quelli senza età, liberi di divertirsi e di sognare tanto che la prima restava spesso desolatamente vuota. Qui anche i più timidi osavano partire per un invito grazie alla complicità della penombra ed era il luogo dove il ballo del mattone costruiva e distruggeva mille amori estivi. 

Con gli anni le due piste diventarono simbolo involontarie di scelte classiste, la prima monopolizzata da una clientela scelta e autoreferenziale, la seconda più popolare ma, come sempre, più viva, più allegra, più spontanea. Da qui si partiva tra l’invidia degli amici per romantiche passeggiate verso il Cerro, su quel viale puntellato d’alberi a ridosso del canale che scorreva solitario con le sue acque verdognole, complice silenzioso di quindicinali amori estivi.

Da "Fotogrammi di memoria", Aldo Maturo, Nous Editore, 2013