martedì 6 marzo 2012

QUEL TRENO DELLE 6

da www.stradeferrate.it - Foto Rosario Serafino 2011
Aldo Maturo
15 maggio 2011


A 14 anni è presto per salire tutte le mattine su un treno per andare a scuola ma era la scelta obbligata dei ragazzi di Telese che volevano continuare gli studi.
Fino alla fine degli anni ’60, infatti, in paese non c’erano scuole superiori e lasciate le aule della Scuola Media, lambite dalle acque del Grassano, l’alternativa era tra Cerreto e Benevento.

TELESE: IO HO UN SOGNO

Aldo Maturo
11 maggio 2009

I HAVE A DREAM.*

Io ho un sogno, non è bello come quello di Martin Luter King,  ma resta un sogno.

Sogno che il 5 giugno 2009 non sia per Telese un traguardo ma l’inizio di un futuro migliore.

Sogno che chi dice di voler cambiare cominci cambiando se stesso.

Sogno che chi dice di lottare abbia una buona idea per cui farlo.

Sogno che i candidati firmino una cambiale
d’onore  da presentare onorevolmente all’incasso.

domenica 4 marzo 2012

FOSSOMBRONE: NASCITA DI UN SUPERCARCERE


Il 21 luglio del 1977 si sentono in lontananza, sempre più distinte, le sirene impazzite di decine e decine di auto che precedono e seguono i pullman con i nuovi  detenuti ritenuti dal Ministero tra i più pericolosi d’Italia. Un elicottero controlla il paese girando a cerchio sui tetti ed uno si piazza sul carcere in stand-by per ore ed ore.



Aldo Maturo

ex Direttore C.R. Fossombrone 1976-1981

 
Il “carceron”, la casa penale, le Guardie del Bagno, i Tiracatorc’. Non erano termini dispregiativi quelli che sentivo per la prima volta in quei lontani giorni di maggio 1976, catapultato a Fossombrone dagli Istituti Penitenziari di Roma Rebibbia per rilevare un anziano direttore, in missione bisettimanale da Pescara, e prendere in mano le sorti di questo vecchio istituto che, in pochi mesi, aveva accantonato una tradizione trentennale di Casa per Minorati Fisici per tuffarsi nel caos di un carcere con 200 detenuti, metà minorati e metà provenienti da altri penitenziari, spesso resi inagibili dalle rivolte che avevano caratterizzato il pianeta carcere in quei primi anni ’70.

ACQUA , L'ORO BLU DEL XXI SECOLO


Un miliardo e duecento milioni di persone, più di un abitante su cinque della Terra, non ha acqua potabile a sufficienza.




 
Aldo Maturo
23.3.2010


Qualcuno ha calcolato che l’acqua che consumiamo per lavarci i denti sarebbe sufficiente ad un bambino palestinese per un giorno. Non so se è vero, ma se lo è, è drammatico. Già per S. Francesco l’acqua era creatura del Signore, insieme a frate sole, sorella luna, le stelle, frate vento e frate focu: “…utile, umile, preziosa e casta…” e in questa francescana intuizione vi è tutta la poesia di una risorsa indispensabile per la vita.
Chissà cosa direbbe oggi nel sapere che un miliardo e duecento milioni di persone, più di un abitante su cinque della Terra, non ha acqua potabile a sufficienza e che ogni anno per le malattie connesse alla mancanza d’acqua muoiono 3 milioni e mezzo di persone, due terzi delle quali sono bambini. Pensiamoci: 6.400 bambini per ogni giorno dell’anno e ogni anno. Quattro bambini al minuto!

L'USCIERE DI VIA ARENULA

Aldo Maturo
28.10.2007

Ministero della Giustizia

Non era mai stato tanto famoso come in quegli ultimi mesi, prossimo alla pensione, dopo essere stato per una vita chiuso nel suo gabbiotto anonimo, lì nel maestoso palazzone a due passi dal Tevere, che scorre placido verso l’isola Tiberina nella sua corsa verso il mare.
E’ felice Don Gennaro, ricercato da giornalisti e TV, portavoce del palazzo, citato anche nel sito ufficiale del ministero.
    A lui mi ero rivolto il primo giorno, nel lontano 1974 quando, neo vincitore di concorso, ero stato convocato a Roma e mi ero fatto guidare da lui nel labirinto degli uffici.
Allora era viceusciere in prova, oggi è una persona soddisfatta, simpatica, inappuntabile nel suo abito di lavoro grigio ferro, serioso nel suo nuovo ruolo, i capelli bianchi, lunghi, da uomo di mondo.
“Dottò, qua non si vive più, il telefono squilla di continuo, mi cercano tutti.. - mi ha detto con quell’ aria falsamente modesta di chi si sente ormai indispensabile e valorizzato - la guerra è cominciata nel mese di giugno, giù in Calabria, quando a De Magistris è venuta in mente quella benedetta inchiesta Why Not”. L’accento sull’ultima “i” di De Magistrìs denunzia la comune origine con la terra del magistrato.



THE DAY AFTER


Aldo Maturo
12.12.2007



Giro per la città e si intuisce subito che c’è qualcosa di surreale. Il traffico scorre dolcemente ed accetto anche le piccole file ai semafori  evitando così i miei tortuosi giri per vie traverse. Sui lati delle strade molte auto in sosta anche se sono le 11 del mattino.


SOLE, MUSICA E 'MUNNEZZA

Aldo Maturo
28.10.2010
 A Napoli  fervono i preparativi per festeggiare i 50 anni di Maradona evidentemente all’insegna di “San Gennà, futtitenne!” ma l’eco dell’emergenza munnezza ha superato le Alpi, invaso l’ Europa e ha attraversato come l’onda di uno tsunami tutti i continenti.
Nel 2008 avevo fatto una ricerca dell’eco che ‘a munnezza napoletana aveva avuto nel mondo. La ripropongo perché nulla è cambiato e sono sicuro che anche questa volta la stampa internazionale non ci ha fatto sconti.
“I rifiuti sono stata l’occasione per far guadagnare cifre inimmaginabili  a chi ha lavorato al commissariato straordinario e quindi più durava l’emergenza più si guadagnava” ( Dr.Noviello e Forleo, Pubblici Ministero al processo Bassolino). Un pentito aveva dichiarato che i soldi erano tanti che per ogni cento camion di rifiuti uno era di soldi.
Abbiamo da anni  una pubblicità gratuita a livello planetario di cui Napoli e la Campania non sentivano assolutamente il bisogno. Concordo in molte cose con Ezio, Flaviano e Pietro – che ringrazio per i loro precisi interventi al mio precedente articolo -  e credo che la lettura dei soli titoli dei maggiori giornali del mondo

L'ALTRA FACCIA DELLA CITTA'




 
Aldo Maturo
19.4.2010


A.G. viveva fra i canneti che sul S.Bartolo nascondono i viottoli che traversano il colle, lì dove Villa Pavarotti domina il mare sferzata dai venti di tramontana. Più giù, dove il lussuoso parco della villa scivola verso l’anonimato della boscaglia invasa da un fitto canneto, c’era il giaciglio di A.G.