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giovedì 1 novembre 2018

E SOGNAVANO "LA MERICA"


Strage del carcere di New Orleans, America, 1890. La drammatica storia ci ricorda che anche questa fu “la Merica”, come diceva tanta nostra gente del Sud, terra sognata da milioni di italiani che vi emigrarono senza meta, con il peso delle umiliazioni accettate solo con la speranza di dimenticare la fame e la miseria.

 Aldo Maturo


Le ore non passavano mai quella notte nel vecchio carcere di New Orleans. I detenuti italiani, che l’indomani dovevano essere scarcerati, vissero la loro notte più lunga, con l’ansia della vigilia di un grande evento. L’interminabile attesa con gli occhi sbarrati nel buio era comprensibile perché, riconosciuti innocenti, stavano per riassaporare la libertà.
La loro brutta avventura era iniziata sei mesi prima, il 15 ottobre 1890, quando David Hennessy, capo della polizia di New Orleans, rientrando a casa era stato circondato da alcuni uomini e brutalmente assassinato.

mercoledì 20 giugno 2018

LA NAZIONE DEI SENZA NAZIONE


Nel mondo 68,5 milioni profughi: il 53 per cento dei profughi e degli sfollati sono bambini o minori. Dal 19 aprile al 31 maggio sono 2000 i bambini separati dai genitori al confine Messico-Usa.

 Rachele Giannelli 
Il Manifesto - 19.6.2018


È più grande dell’Italia la nazione dei senza nazione, dei fuggiaschi, degli sfollati, dei profughi e dei rifugiati: le persone costrette a fuggire da casa propria nel mondo sono 68,5 milioni, secondo il rapporto annuale Global Trends 2017 presentato ieri dall’agenzia Onu per i rifugiati, l’Unhcr.

giovedì 7 giugno 2018

IL "MODELLO AUSTRALIA" PER L'EMIGRAZIONE



Salvini ha proposto il modello Australia per l'emigrazione. In questo Paese si entra solo legalmente e non ci si può sbarcare seguendo rotte illegali. I suoi mari sono pattugliati notte e giorno da navi della marina militare e della Guardia Costiera che intercettano tutte le imbarcazioni sospette che si avvicinano alle coste.





 Aldo Maturo
 
L’Australia ha una popolazione di 24 milioni di abitanti e, secondo studi demoscopici, la crescita è destinata a proseguire al ritmo di un nuovo abitante ogni minuto e mezzo. L’arrivo di nuove forze lavoro, in un Paese di 7 milioni di kmq (24 volte più grande dell’Italia) è incentivato dal Governo conservatore con vari tipi di Visto   (http://www.gostudy.it/visto-australia/ ).
 
Una tale apertura è funzionale alle esigenze del Governo, considerando che un quarto dei residenti (circa 6 milioni di abitanti) provengono da oltre oceano e sono un po’ rappresentativi di tutte le nazioni nel mondo. L’italiano è la seconda lingua più parlata del continente.

mercoledì 13 settembre 2017

E SOGNAVANO "LA MERICA"

Strage del carcere di New Orleans, America, 1890. La drammatica storia ci ricorda che anche questa fu “la Merica”, come diceva tanta nostra gente del Sud, terra sognata da milioni di italiani che vi emigrarono senza meta, con il peso delle umiliazioni accettate solo con la speranza di dimenticare la fame e la miseria.

Aldo Maturo 

Le ore non passavano mai quella notte nel vecchio carcere di New Orleans. I detenuti italiani, che l’indomani dovevano essere scarcerati, vissero la loro notte più lunga, con l’ansia della vigilia di un grande evento. L’interminabile attesa con gli occhi sbarrati nel buio era comprensibile perché, riconosciuti innocenti, stavano per riassaporare la libertà.

La loro brutta avventura era iniziata sei mesi prima, il 15 ottobre 1890, quando David Hennessy, capo della polizia di New Orleans, rientrando a casa era stato circondato da alcuni uomini e brutalmente assassinato.

sabato 26 agosto 2017

MIGRAZIONE : IL MODELLO "AUSTRALIA"


Salvini ha proposto il modello Australia per l'emigrazione. In questo Paese si entra solo legalmente e non ci si può sbarcare seguendo rotte illegali. I suoi mari sono pattugliati notte e giorno da navi della marina militare e della Guardia Costiera che intercettano tutte le imbarcazioni sospette che si avvicinano alle coste. Se i documenti e i passaporti non sono in regola, la barca viene collegata con un cavo alla nave australiana e viene rimorchiata fino alle acque territoriali da dove è partita. I Centri di Identificazione si trovano su due isolette a 3.000 km dall’Australia.

Nel cerchietto : l'isola di Nauru
 Aldo Maturo


L’Australia ha una popolazione di 24 milioni di abitanti e, secondo studi demoscopici, la crescita è destinata a proseguire al ritmo di un nuovo abitante ogni minuto e mezzo. L’arrivo di nuove forze lavoro, in un Paese di 7 milioni di kmq (24 volte più grande dell’Italia) è incentivato dal Governo conservatore con vari tipi di Visto   (http://www.gostudy.it/visto-australia/ ).

giovedì 5 gennaio 2017

L'EMIGRAZIONE COME BUSINESS

Più ne arrivano, più guadagnano. Quel business da 2 milioni al giorno consumato sulla pelle dei migranti. È una torta luculliana quella che in Italia si spartiscono ormai da dieci anni veri e propri “colossi” del business dell’accoglienza: dalla Legacoop alle imprese di Comunione e Liberazione. L'accoglienza è un'affare. 
 di Alessandra Ziniti

Più ne stipano in una camerata meglio è, più a lungo restano meglio è, e se sono minorenni ancora meglio, lo Stato paga di più. Ad ogni barcone che arriva, i “professionisti dell’accoglienza” mettono mano alla calcolatrice e le cifre hanno sempre molti zeri. Più di 1.800.000 euro al giorno: tanto, nel 2013, ha speso l’Italia per garantire l’accoglienza ai 40.244 migranti sbarcati sulle nostre coste. Un letto, i pasti, il vestiario, i farmaci necessari e un minimo di pocket money: 45 euro al giorno è la spesa media per ogni immigrato che mette piede in uno dei 27 tra centri di accoglienza, centri di identificazione ed espulsione e centri per richiedenti asilo. Una cifra che aumenta fino a 70 euro se si tratta di minori (8.000 quelli arrivati quest’anno) in considerazione della particolare assistenza che dovrebbe essere loro garantita.
 

lunedì 7 settembre 2015

E HANNO PURE IL TELEFONINO



Se è uno strumento indispensabile per la vita quotidiana nei villaggi di fame, lo è ancora di più se da quei villaggi di fame si prova a uscire per tentare una vita altrove.

 
Alessandro Gilioli – dal Blog "Piovono rane" – L'Espresso - 26.6.2015

 
Uno dei luoghi più comuni nella letteratura di base contro gli immigrati - le telefonate alle radio, i titoli di Libero, gli sfoghi sui social - è quel misto di stupore e di sdegno perché moltissimi tra quanti arrivano con i barconi sono muniti di telefono mobile, a volte anche di buona qualità.

giovedì 3 settembre 2015

CARI AFRICANI, QUI E' L'EUROPA CHE VI PARLA




Il numero dei migranti globali nel 2050 ammonterà - secondo l'Onu - a oltre 400 milioni, ma cifre meno "politicamente corrette" parlano di oltre un 1 miliardo di persone  che sarà costretta a lasciare il proprio Paese per fuggire non solo da situazioni di conflitto dichiaratamente bellico, ma dai disastri direttamente o indirettamente provocati dal cambiamento climatico.

 
Alessandro Gilioli – Dal Blog “Piovono Rane “ – L’Espresso – 14.6.2015
  
 
Carissimi africani, come va? Qui è l’Europa che vi parla! Da Bruxelles, avete presente?
Pensate che proprio da qui, giusto un secolo e mezzo fa, ci si divertiva a farvi lavorare gratis nelle piantagioni e nelle miniere per la maggior ricchezza di re Leopoldo, però dai, ragazzi, noi ci si conosceva già da parecchio prima: quando tutti insieme – inglesi, olandesi, portoghesi, spagnoli etc – abbiamo messo in catene 12 milioni di voi per venderli in America, e anche lì è stato un bel business. 


martedì 11 agosto 2015

IO L'ITALIA NON GLIELA REGALO



La definizione di “immigrazione” di popolazioni provenienti dal nord Africa, Africa Nera, Medio ed estremo Oriente appare inadeguata. Se facciamo una valutazione quantitativa del fenomeno, e ne valutiamo l’ampiezza e la portata, è più esatto parlare di una gigantesca ed inarrestabile invasione multietnica dell’Italia e dell’Europa. Oriana Fallaci l’aveva previsto. Ormai siamo all’epifania della cultura occidentale.


 
Oriana Fallaci
da "La rabbia e l'orgoglio"


"Io non vado a rizzare tende alla Mecca. Io non vado a cantar Paternostri e Avemarie dinanzi alla tomba di Maometto. Io non vado a fare pipì sui marmi delle loro moschee, non vado a fare la cacca ai piedi dei loro minareti.

domenica 21 giugno 2015

EMIGRAZIONE: OPLA', MI SONO PERSO LO STRANIERO


Cosa succederebbe in Italia se sparissero all’improvviso tutti gli stranieri. Racconto semiserio ma non troppo.





(Da "Cronache e... dintorni" - Aldo Maturo -  Ed.Nous, 2014)

Sono le otto ma a casa di Gregorio c’è un silenzio assoluto. Non si sente il gustoso aroma di caffè che ogni mattina inebria l’aria nè il solito chiacchiericcio tra Deborah, la figlia più grande, e Bogena, la colf polacca. Stranamente non si sente neppure la lagna del piccolo Alberto che per non alzarsi ficca la testa sotto le coperte facendo i soliti capricci.

Ma cosa succede stamattina? Si alza di corsa anche Franca, la moglie di Gregorio: ”Sono le otto? Ma dove diavolo è finita Bogena?!” “ Boh, valla a svegliare, si sarà rotta la sveglia..” Tutti corrono alla conquista del bagno.

domenica 25 gennaio 2015

OPLA'...MI SON PERSO LO STRANIERO


Una giornata-tipo di una famiglia italiana vissuta come se sparissero, all’improvviso, tutti i lavoratori stranieri.

 

  Aldo Maturo
 
 

Sono le otto ma a casa di Gregorio c’è un silenzio assoluto. Non si sente il gustoso aroma di caffè che ogni mattina inebria l’aria né il solito chiacchiericcio tra Deborah, la figlia più grande, e Bogena, la colf polacca. Stranamente non si sente neppure la lagna del piccolo Alberto che, per non alzarsi, ficca la testa sotto le coperte facendo i soliti capricci.

 

Ma cosa succede stamattina? Si alza di corsa anche Franca, la moglie di Gregorio: “Sono le otto? Ma dove diavolo è finita Bogena?”. “Boh, vai a a svegliarla, si sarà rotta la sveglia.” Tutti corrono alla conquista del bagno. La signora Franca va nella camera di Bogena ma la trova vuota, il letto intatto, le tapparelle abbassate. 

 

domenica 16 novembre 2014

L'IMMIGRAZIONE COME BUSINESS



Più ne arrivano, più guadagnano. Quel business da 2 milioni al giorno consumato sulla pelle dei migranti. È una torta luculliana quella che in Italia si spartiscono ormai da dieci anni veri e propri “colossi” del business dell’accoglienza: dalla Legacoop alle imprese di Comunione e Liberazione. L'accoglienza è un'affare. 
 di Alessandra Ziniti

Più ne stipano in una camerata meglio è, più a lungo restano meglio è, e se sono minorenni ancora meglio, lo Stato paga di più. Ad ogni barcone che arriva, i “professionisti dell’accoglienza” mettono mano alla calcolatrice e le cifre hanno sempre molti zeri. Più di 1.800.000 euro al giorno: tanto, nel 2013, ha speso l’Italia per garantire l’accoglienza ai 40.244 migranti sbarcati sulle nostre coste. Un letto, i pasti, il vestiario, i farmaci necessari e un minimo di pocket money: 45 euro al giorno è la spesa media per ogni immigrato che mette piede in uno dei 27 tra centri di accoglienza, centri di identificazione ed espulsione e centri per richiedenti asilo. Una cifra che aumenta fino a 70 euro se si tratta di minori (8.000 quelli arrivati quest’anno) in considerazione della particolare assistenza che dovrebbe essere loro garantita.