mercoledì 9 maggio 2018

TELESE TERME: LA NUOVA CHIESA PARROCCHIALE

La Nuova chiesa parrocchiale sarà dedicata a Sant'Alfonso Maria de' Liguori.

Il progetto della nuova chiesa è dell'artista Don Battista Marello, che spiega così la sua idea:
(...)  

 
"Le opere per la liturgia progettate per la chiesa di Telese Terme sono progettate avendo presente anche la conformazione del territorio della diocesi, il contesto ambientale.
Servendomi di materiali e tecniche a me familiari ho pensato alle pietre locali da secoli utilizzate nelle costruzioni di edifici pubblici e privati. Abbinando ad esse il bronzo, materiale obbediente a restituire plasticità di forme, così frequentemente ritrovato nella cultura sannita .
L'altare di forma quadrata, studiato in proporzione adatta per la chiesa di grande capienza, si presenta con una mensa in pietra di Vitulano rossastra dai toni caldi, luogo del sacrificio, che poggia poi su di un basamento rientrante in bronzo a cera persa che, distribuendosi in egual dignità lungo i quattro lati, sviluppa il tema " Io sono la vite, voi i tralci". Esso costituisce il punto focale dell'intera aula ed un tutt'uno col Cristo Crocefisso che lo sovrasta dall'alto.
Il Crocefisso, dalla figura di circa cm 200, realizzato in bronzo statuario, raffigurato ancora con le braccia distese e con i segni della chiodazione, oramai è vivo e proteso come tale a manifestarsi quale il Risorto. Alle sue spalle, quale sfondo allo stesso presbiterio, una parete realizzata in massi di pietra calcarea tratta dai monti del Matese e del Taburno che custodiscono l'intera Diocesi.
Un angelo in bronzo è posto dinanzi all'ambone, quasi seduto ed a reggere il leggio, sul quale poggia la parola che annuncia la Resurrezione del Cristo. Il bronzo va ad innestarsi sulle due pareti, in pietra locale dal taglio geometrico, che racchiudono lo spazio della tomba vuota, ora luogo d'annuncio.
La sede del celebrante, anch'essa in pietra calcarea locale, rispecchia l'architettura dell'edifico, in particolare nei suoi dettagli grafici e strutturali: una colomba dello Spirito, poi, in dimensioni proporzionate, realizzata in bronzo a cera persa, scende da una nube e poggia sulla sommità dello schienale, a suggerire lo spirito di sapienza.
Particolare attenzione è posta al battistero, volendo creare uno spazio che rievochi gli antichi edifici autonomi, posti nelle immediate pertinenze dell'aula liturgica. Si è pensato , infatti, di segnare lo spazio con uno scalino a scendere, per poi risalirne dopo il Battesimo da conferire in una vasca circolare con l'orlo di cm 140 di diametro ed altezza totale cm 100, utile anche per il battesimo ad immersione. Due semiscalini sono alla base dell'invaso per facilitare il celebrante e colui che porge la creatura da battezzare. Sulla parete di fondo campeggia un graffito monocromatico - raffigurante il battesimo di Cristo al Giordano, da eseguirsi mediante cartone appositamente preparato e successivo spolvero.
Per l'immagine mariana è stata scelta l'iconografia della Vergine di Lourdes, data la forte devozione oramai diffusa sul territorio. La statua di cm 180 raffigura la Vergine con le mani giunte, il volto ieratico, la tradizionale fascia azzurra alla vite, la veste con pieghe fluenti ed avvolta in un manto decorato.
Sotto i piedi il serpente che sta per essere schiacciato: la sua coda, che emerge nella parte posteriore della statua, trascina un terzo delle stelle mentre gli altri due terzi vanno verso l'alto della scultura fino a formare il diadema delle 12 stelle. Il riferimento è tratto dall'Apocalisse. La statua sarà prima in un modello d'argilla e gesso alabastrino, per poi essere realizzata in legno policromo.
Infine la vetrata artistica posta sul prospetto della chiesa raffigura il Dottore della Chiesa s. Alfonso Maria de' Liguori in gesto orante, mentre invoca protezione sulle due chiese cattedrali di Sant'Agata de' Goti e di Cerreto Sannita.
Come ogni vetrata, avrà una duplice lettura, dall'interno o dall'esterno della chiesa a secondo delle ore del giorno: dalla figura centrale parte un'onda concentrica di luci sempre più marcate sino a stemperasi verso i bordi della grande composizione.

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