giovedì 18 maggio 2017

TELESE TERME : FRAMMENTI DI MEMORIA




di Enza Zotti.

Aldo nel leggerti ho rivissuto quel tempo e quegli spazi fino a risentirne il profumo e i suoni e mi sono ritrovata a saltellare sulle traverse dei binari dello speciale per correre a scuola prima della maestra, che vedevo passare ogni mattina in compagnia di don Ettore Marcarelli, il compariello Ettore aveva battezzato mio fratello Giovanni.

I miei e i tuoi frammenti di memoria, uniti a quelli di quanti vissero in Telese in quegli anni potrebbero comporre il quadro di una storia mai scritta, quella della Telese del dopoguerra.


Paese piccolo ma elegante, dove fioriva il terziario, era stato scelto quale residenza di borghesi, di nobili e di artigiani che vi aveveno edificato, all’inizio secolo, case villini e palazzi.

Nata sulle rovine della Telesia medioevale distrutta dal terremoto del trecento, la quarta Telese conserva a testimone la torre campanaria dell’antica cattedrale, dimenticata tra una casa diroccata e la salma del mulino e pastificio Capasso e Romano all’inizio di via Roma, procedendo da Amorosi e dopo quello che tu chiami il curvone e che oggi è divenuto una rotonda sulla quale convergono quattro strade.

Di te ricordo poco, ci perdemmo di vista nei gloriosi anni sessanta quando noi giovani, certamente i più audaci partimmo alla conquista del mondo…

Ricordo un bambino che giocava dall’alta parte del muro del cortile dell’asilo delle suore degli Angeli, tutto solo in un giardino tutto suo, io spesso lasciavo i giochi di gruppo che la dolce suor Corrada organizzava, per giocare con quel bambino e, magia dell’infanzia, riuscivamo a giocare anche se separati da un muretto e una rete metallica, quel bambino eri tu Aldo.

Alla soglia dei settant’anni ci ritroviamo su ViviTelese e ci accorgiamo di quanto amammo il paese che non c’è più, il paese che non è cresciuto ma si è dilatato sfibrato strappato, dove le memorie si sono perse nei meandri della speculazione e sotto le colate di cemento.

Molti in tutto questo si sono arricchiti, ma tutti abbiamo perso il senso di appartenenza e della storia ed è difficile ritrovarli senza ritrovarsi.

Grazie Aldo